CHI E' UMBERTO?

UMBERTO MARCHESE 
71 anni, pensionato (ex imprenditore)
Ora (BZ)
Sposato, 2 figli.

UN MITO!
GUARDA LE SUE AVVENTURE


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INTERVISTA AD UMBERTO

Come è nata la passione per la bicicletta?

Relativamente tardi, attorno ai 40anni. Per via di una scommessa con degli amici, ho dichiarato di riuscire a fare lo Stelvio con loro, e così mi sono comprato una bici da corsa marca “BASSO” con la doppia moltiplica davanti e il massimo rapporto 28 sulla ruota posteriore. Sono riuscito a salire lo Stelvio in ca. 3 ore. La prima cosa che ho fatto al rientro è stata cambiare i rapporti mettendo davanti la tripla e sul posteriore il 30. Con questa bici ho iniziato a girare spesso nei fine settimana, potendo godermi le nostre bellissime montagne.

 

E quella per i viaggi?

Ho dovuto attendere di andare in pensione per potere concedere dei viaggi in bici più lunghi.

 

La sua prima “impresa”

Da tempo il mio sogno era quello di percorrere il “CAMMINO DI SANTIAGO” in bici. In quel periodo ho conosciuto una persona di Torino che si stava preparando a compiere questo viaggio con una e-bike.

Visto l’esperienza molto positiva fatta partecipando con la mia e-bike al Giro delle Dolomiti, l’occasione di fare il tragitto da Torino a Santiago in due mi entusiasmava. Purtroppo per via di inconvenienti sopraggiunti proprio prima della partenza, ho dovuto intraprendere il viaggio da solo. Sono riuscito a percorrere quasi 2200 km attraversando la Francia fino a Santiago de Compostela e raggiungere l’Atlantico in 14 giorni con grande soddisfazione.

 

Come nasce l’idea di un viaggio o di una sfida? Quale è la molla che la spinge?

Dopo questa prima esperienza cicloturistica a lungo raggio in solitaria molto positiva è scattata la passione di compiere altre imprese abbastanza impegnative. Così nel 2009 ho fatto in solitaria il giro della Danimarca con rientro a Bolzano pedalando con la mia e-bike 3266 km in 15 giorni, l’anno dopo in Primavera ho attraversato la Patagonia da Bariloche a Ushuaia in 2 settimane, pedalando per centinaia di chilometri senza incontrare anima viva. In estate 2010 invece, in compagnia di un altro cicloturista ho raggiunto Capo Nord in Norvegia dopo ca. 3000 km in 17 giorni, in condizioni climatiche non sempre favorevoli. Ma voglio citare anche una delle mie ultime imprese più memorabili, l’ascesa all’Abra De Acai a 5000m nelle Ande Argentine, resa particolarmente difficile per la scarsezza di ossigeno alle alte quote.

La molla che mi spinge è vincere “la sfida contro me stesso”, mi interessa vedere fino a dove posso arrivare con le mie forze, indipendentemente dal mezzo, sfidando qualsiasi situazione climatica che si possa incontrare. Mi piace superare percorsi impegnativi che mi stimolano a dare tutto il possibile e mi danno una grande carica.

 

Qualche incontro umano che Le è rimasto particolarmente nel cuore?

Un giorno particolarmente piovoso vicino ad Amburgo sulla via per la Danimarca mi sono dovuto fermare per via di una foratura. Ho cercato riparo sotto ad una tetto di una casa cercando di aggiustare la bici. E’ uscita una signora che gentilmente mi ha invitato ad usufruire del loro garage per effettuare il lavoro al coperto. Essendo mezzogiorno la famiglia stava per sedersi a pranzo e proprio in quel giorno si festeggiava i 100 anni della nonna, che con grande vigore ha insistito perché mi sedessi con loro a tavola per festeggiare. Sono rimasto commosso di tanta gentilezza e ospitalità e alla fine mi hanno chiesto di scrivere una dedica nel loro libro “di famiglia”. In Patagonia invece, dopo avere trascorso ca. 150 km senza incontrare anima viva, mi sono fermato vicino ad una casa chiedendo di potere mettere la tenda vicino per trascorrere la notte. Non ne hanno voluto proprio sapere, insistendo invece di prendere alloggio nella loro stanza degli ospiti, servito e riverito e con scorta di cibarie gratuite per il giorno dopo! Comunque ne potrei citare ancora tanti altri episodi dove ho potuto apprezzare una grande ospitalità e spirito di amicizia!

 

Come ha conosciuto Maurizio Doro, e perché un viaggio estremo con lui?

Alla ricerca di nuove possibilità di avventure anche estreme sono capitato in internet sul sito di Maurizio Doro ed entusiasta delle sue prestazioni, ho deciso di telefonargli. Da lì è nata l’idea di aggregarmi ad un viaggio in Namibia che stava per compiere, per condividere insieme una nuova emozionante avventura in un Paese che non conoscevo, e scambiandoci reciproche esperienze. Visto il buon esito di questo viaggio avventuroso, abbiamo deciso di compiere assieme un giro estremo in Marocco di ca. 2000 km e 20.000 m di dislivello, questa volta con una e-bike Frisbee MTB Dolomites, che affronteremo nel mese di Settembre.

 

Che tipo di preparazione svolge dal punto di vista ciclistico?

Fondamentale è l’allenamento che consiste in almeno 2 -3 ore al giorno in bicicletta con percorsi misti anche in montagna, per 5 giorni alla settimana. Durante il periodo invernale mi alleno facendo piscina, 1-1,5h di spinning e praticando dello sci alpinismo a giorni alterni in quota dai 1000 ai 1500 m.

 

E’ seguito da uno staff? Adotta qualche particolare dieta prime e/o durante un raid?

No, mi alleno da solo, secondo un mio piano che cerco di seguire regolarmente. Prima di ogni raid cerco di aumentare di peso di almeno 3-4 kg, una riserva di energia che per mia esperienza risulta molto utile.

 

Quale è la sua filosofia di vita?

Ho passato una vita dedicata al lavoro e alla mia famiglia, cercando di raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato. Anche adesso che sono pensionato mi pongo sempre nuove sfide per mantenermi attivo e che mi costringano a seguire una certa disciplina, e penso che questo sia molto importante per rimanere sempre giovani.

 

Come si sente quando parte?

Dopo essermi ben preparato solitamente non vedo l’ora di potere partire e vivere con entusiasmo una nuova avventura.

 

Come reagiscono i suoi famigliari/amici/parenti quando se ne va?

Le prime volte i miei famigliari e amici erano abbastanza preoccupati. Dopo diverse esperienze positive e visto l l’entusiasmo che cerco di trasmettere anche a loro, si sono tranquillizzati e condividono la mia passione, certo che sono sempre strafelici quando mi vedono tornare.

 

Cosa consiglia a tutte le persone non più giovani che vorrebbero fare qualcosa di sportivo, ma non hanno il coraggio di provarci?

Qualsiasi persona, anche se un po’ avanti nell’età, dovrebbe sempre intraprendere qualche attività per tenersi in salute e per stimolare i propri interessi, sempre tenendo conto del proprio stato fisico, ma cercando di migliorarlo.

Dal mio punto di vista è comunque sempre una questione di testa e deve nascere da una grande consapevolezza del valore della vita che nel mio caso ho maturato dopo certe esperienze difficili che sono riuscito a superare.

 

Un sogno nel cassetto?

Riuscire a realizzare ancora tanti bei progetti di viaggio ma particolarmente sogno una meta: la Bolivia in solitaria.

 

Grazie e buona avventura.

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Alcuni scatti di Umberto che lo ritraggono in momenti della sua simpatia e disponibilità, sempre pronto allo scherzo è benvoluto da tutti.










2 commenti:

  1. Complimenti Sig. Umberto.
    Lei è un esempio di vita per tutti noi.
    Con ammirazione,
    Alberto

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  2. Umberto, sei davvero un mito! Spero di arrivare alla tua età con la metà della tua forza! Complimenti e grazie per aver condiviso le tua fantastica esperienza. Un abbraccio.
    Fabrizio

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